# SPORT E MEDITAZIONE

- Link: https://eusebio.pro/sport-e-meditazione/
- Published: 2020-11-06T14:16:10+01:00
- Author: Roberto Eusebio

## SPORT E MEDITAZIONE

**Salvatore Spitaleri**

Personal Trainer – (Atleta di Roberto Eusebio)

Tel.. +39 349 2170877

Mail: [spitaleri42@gmail.com](https://eusebio.pro/sport-e-meditazione/spitaleri42@gmail.com)

⌊IMG 20200922 144226 821⌉⌊IMG 20200922 144226 821⌉
  

### SPORT E MEDITAZIONE

 
 Nel momento in cui ci si approccia ad un percorso di allenamento, si tende spesso
a cercare nell’immediatezza un risultato, ritenedendo di poterlo ottenere semplicemente
attraverso l’esercizio fisico. Non è invece da sottovalutare, come è stato dimostrato,
l’importanza dell’esercizio mentale al fine di raggiungere benefici fisici. Insieme
al costante allenamento e ad un’alimentazione sana, la meditazione è in grado di
migliorare la salute fisica e le prestazioni atletiche. Stimolare mente e corpo 
è il segreto per raggiungere prestazioni elevate attraverso un equilibrio psicofisico
e una stabilità, una resistenza mentale. Trascurare questo importante aspetto può
divenire causa di insuccesso, e motivo per cui l’atleta provi difficoltà nel raggiungere
di obiettivi, nel superarsi ed avanzare di livello.

## SPORT E MEDITAZIONE

Anche nella pratica del bodybuilding la meditazione costituisce un elemento chiave
grazie al quale l’atleta può aumentare la propria consapevolezza ed esprimere al
meglio le proprie potenzialità. Per poter arrivare a risultati ottimali è necessario
accettare che il corpo e la mente siano complementari nell’equilibrio psicofisico.
La meditazione, come esercizio, aiuta a rafforzare la mente, e allo stesso tempo,
evolvendosi con la pratica, la aiuta a rafforzare il corpo. Esercizio fisico, buona
alimentazione, e meditazione sono le tre chiavi essenziali per raggiungere uno stato
di prestazione ottimale. Mangiare correttamente ed il costante allenamento sono 
due dei pezzi del puzzle, ma è necessario il terzo pezzo per raggiungere il tuo 
vero potenziale.
 Il terzo pezzo è la stabilità mentale che può essere ottenuta 
attraverso la meditazione. Purtroppo molti body builder non prestano più attenzione
alla meditazione come invece è consigliabile, e la preoccupazione per l’aspetto 
fisico e per la percezione degli altri prendono il sopravvento su ciò che invece
è l’essenza dello sport, rischiando di diventare una distrazione, un deterrente 
anziché uno stimolo.

## SPORT E MEDITAZIONE

Al fine di “sbloccare” al massimo le potenzialità, la maggior parte dei body builder
si concentra su obiettivi fisici e nutrizionali, ma spesso trascura il potenziale
interiore, che va allenato attraverso pratiche come la meditazione e visualizzazione.
La meditazione è uno dei modi migliori per raggiungere il tuo vero potenziale. I
risultati ottenuti attraverso la meditazione non sono qualcosa di visibile immediatamente;
ma certamente sono qualcosa di immediatamente percepibile, nello stato d’animo, 
in una ritrovata capacità di controllo di pensieri ed emozioni, in un nuovo approccio
al senso di fatica e alla resistenza del corpo.
 Avviando le sessioni di meditazione
in modo disciplinato e coerente, si risconteranno miglioramenti significativi nel
modo in cui vengono affrontate ansia, pressione, e stress; questi infatti sono tra
le principali difficoltà che portano alcuni atleti o body builder a pensare di non
poter raggiungere il proprio vero potenziale. La meditazione è una fonte di consapevolezza,
aiuta a conoscere i propri limiti e a trovare la strada per poterli superare. I 
body builder che praticano regolarmente la meditazione sono generalmente più fiduciosi
in se stessi e nelle proprie capacità, più inclini alla concentrazione anche per
lunghi periodi di tempo e capaci di controllare le proprie emozioni anche sotto 
pressione, attraverso un approccio positivo anche a sensazioni come l’ansia o il
nervosismo. Questo porta inoltre a un minore livello generale di stress, a un minor
affaticamento muscolare e a tempi di recupero più rapidi dopo allenamenti intensi
o gare.

## SPORT E MEDITAZIONE

Ma cos’è la fatica? Il dizionario definisce la parola ‘fatica’ come ‘sforzo intenso
e prolungato che porta all’indebolimento progressivo delle facoltà di resistenza
fisiche o spirituali’.
 Sensazione familiare conosciuta da tutti gli atleti e da
coloro che praticano attività fisica anche a livello amatoriale, la fatica determina
una riduzione di rendimento, di prestazione, di funzionalità, di capacità di concentrazione
a cui si accompagna un desiderio di interruzione dell’attività in corso. Sia che
ci si trovi di fronte a sforzi intensi e prolungati, impegnando la resistenza aerobica
e anaerobica, sia che si compiano sforzi meno impegnativi, in qualsiasi sport bisogna
confrontarsi con la sensazione di fatica, misurare le proprie capacità di resistenza
fisica e mentale, uscire dalla “comfort zone” per scoprire i propri limiti.

## SPORT E MEDITAZIONE

Ormai è un dato certo che il limite mentale sopraggiunga prima del limite fisico.
Quante volte capita di ripetersi parole di scoraggiamento, pensando di non riuscire
a continuare, sovrastati dalla stanchezza fissa nel pensiero, appena prima di fermarci,
di stoppare tutto. Basta. Segue quel pensiero “Potevo dare di più. Avrei potuto.”
E subito dopo aleggia una sensazione di sconfitta, di fallimento. Ma in realtà, 
quando iniziamo a ripeterci ossessivamente di non farcela più, probabilmente abbiamo
ancora molte energie fisiche da poter sfruttare, ma le blocchiamo con un limite 
mentale. Ma cos’è che ci blocca? E cosa invece ci può aiutare a spingere il limite
più in là, a sviluppare maggiore resistenza alla fatica?
 Allenare la mente: durezza
mentale, resilienza e autostima In Psicologia dello sport due punti cardine in molti
studi sono due abilità mentali: la durezza mentale e la resilienza.

## SPORT E MEDITAZIONE

La durezza mentale è definita come “un costrutto multidimensionale che comprende
la capacità mentale di recuperare dopo sconfitte ed errori, l’abilità di controllare
la tensione agonistica, la capacità di mantenere l’attenzione per periodi di tempo
prolungati, il livello di autostima sportivo e il grado di coinvolgimento e impegno
nel sopportare la fatica e raggiungere i propri obiettivi” (Goldberg, 2000). La 
durezza mentale dunque interessa la capacità di resistenza alla fatica, al dolore,
porta ad esprimere determinazione, impegno e perseveranza, a aiuta ad utilizzare
al massimo le proprie capacità, ottenendo così una performance ottimale.
 La resilienza
è invece definita come “la capacità di resistere alle frustrazioni, allo stress 
ed alle difficoltà della vita fronteggiando efficacemente gli eventi critici e reagendo
in modo positivo” (Trabucchi, 2000). La resilienza porta quindi con sé la capacità
di adattarsi alle situazioni avverse, come possono essere fatica e dolore. Durezza
mentale e resilienza sono qualità mentali alla base della personalità di atleti 
alto livello, che allenano ed esercitano costantemente le proprie facoltà mentali
al pari di quelle fisiche. Si dimostrano ancora dunque necessarie per affrontare
fatica e dolore e raggiungere performance di successo.

## SPORT E MEDITAZIONE

Scavando ancora più a fondo, però, la durezza mentale e la resilienza si basano 
su due importanti pilastri psicologici: l’autoefficacia e l’autostima. Credere in
se stessi è fondamentale per poter allenare le proprie qualità mentali e superare
il senso di fatica che ci spinge ad abbandonare l’impegno.
 Come facciamo, infatti,
a recuperare dopo una sconfitta se crediamo di non esserne in grado?  Possiamo sopportare
il dolore se non ci crediamo dotati di resistenza? Come possiamo sopportare lo stress
se crediamo che i nostri risultati saranno fallimentari? Come possiamo porci degli
obiettivi se pensiamo di non poterli raggiungere? Dall’autostima all’autoefficacia
Allenare la propria autostima è possibile attraverso svariati esercizi e tecniche,
volte all’ottimizzare la nostra autoefficacia. Vediamo, quindi, come poter costruire
la nostra durezza mentale e la resilienza.

## SPORT E MEDITAZIONE

 
 Il pensiero positivo è la base imprescindibile e fondamentale per poter costruire
una buona autoefficacia. Si tratta della capacità, e soprattutto della volontà, 
di orientare il pensiero negativo, espresso nei classici “non voglio” o “non riesco”,
verso il pensiero positivo, che ci porterà a dire “riesco”, “voglio”, “faccio”. 
Strettamente connesso al pensiero positivo è dunque il self-talk, ovvero la capacità
di focalizzarsi sui pensieri positivi, sulle proprie capacità per poter trovare 
costante incoraggiamento in se stessi attraverso un dialogo interiore libero e positivo.
Cambiare la prospettiva da ‘non voglio fermarmi’ a ‘vado avanti’ ci pone in un assetto
ottimale, che aumenta il nostro senso di autoefficacia. Di conseguenza il pensiero
positivo ci pone di fronte ad un cambiamento di prospettiva nel leggere la realtà
che ci circonda. La realtà, infatti, non è qualcosa di statico e oggettivo, ma è
sottoposta a continuo cambiamento e soprattutto è filtrata dal nostro punto di vista,
dai nostri pensieri, dalle nostre intenzioni. Diventa dunque fondamentale selezionare
con cura ciò che per noi è importante, e porre attenzione al modo in cui interpretiamo
ciò che ci circonda, ciò che accade. La nostra interpretazione parla di noi, e parla
a noi, perciò è importante ricordare che la chiave necessaria all’approccio positivo
è presente innanzitutto in noi stessi. Talvolta tendiamo a concentrarci solo sulle
cose che NON abbiamo fatto, che NON abbiamo portato a termine, che potevamo fare
meglio. Dobbiamo invece imparare a renderci conto di tutte quelle piccole cose che
ogni giorno scegliamo di fare, ma che potevamo scegliere di non fare. Alzarci dal
letto, andare al lavoro, sorridere anche se si è tristi, andare in palestra, mangiare
quell’alimento sano piuttosto che quella barretta di ‘junk food’.

## SPORT E MEDITAZIONE

Purtroppo spesso si nota soltanto quando in palestra non ci siamo andati, quando
non siamo riusciti a seguire la dieta, quando non siamo riusciti a fare la decima
ripetizione (ma ne abbiamo fatte 9!), quando non siamo riusciti ad arrivare ai 5
km di corsa (ma ne abbiamo fatti 4!). Concentrarsi dunque sui risultati reali ottenuti
anziché su quelli trascurati deve essere un nostro impegno, una nostra decisione,
una scelta di interpretare noi stessi e la realtà in modo positivo. Iniziamo a concentrarci
su quello che di buono facciamo ogni giorno, tutto ciò che, anche di piccolo, portiamo
a termine. Iniziamo a sottolinearci i successi, non gli insuccessi. L’autoefficacia
subirà un’impennata.
 Naturalmente l’autoefficacia sportiva si basa fondamentalmente
sui successi sportivi, sulla capacità di darsi un obiettivo e raggiungerlo, sul 
dimostrarsi di potercela fare; tutto ciò si ripercuote anche nella capacità di resistenza
alla fatica, della quale parleremo a breve.

## SPORT E MEDITAZIONE

Altra componente decisiva in questo percorso di consapevolezza e autoefficacia, 
insieme al self talk, è tutta quella parte del pensiero positivo che è basata sui
rinforzi. L’autoefficacia e l’autostima traggono vita dai rinforzi, dai ‘bravo’ 
detti dal nostro trainer, dai nostri amici, dai nostri genitori; resta fondamentale
però imparare ad auto-rinforzarci, a sottolineare a noi stessi i nostri successi
e a non vergognarci di dirci ‘bravo’.
 Tecniche di Mental Training Dopo aver posto
le basi per una solida autoefficacia si possono iniziare ad apprendere, sviluppare
ed allenare la durezza mentale e la resilienza. Queste facoltà sono importanti nel
riuscire ad ottenere una performance ottimale, essendo tra le altre cose necessarie
per riuscire a resistere alla sensazione di fatica. Le tecniche più utilizzate nei
protocolli di Mental Training studiati dagli psicologi dello sport, sia per atleti
di alto livello che per squadre sportive o atleti amatoriali, si basano sulla valorizzazione
dei punti di forza, sulla capacità di individuare le aree di potenziale miglioramento,
in un generale approccio di pensiero positivo.

## SPORT E MEDITAZIONE

Attraverso la creazione di un proprio goal setting è possibile stilare degli obiettivi
a breve, medio e lungo termine e trovare una propria strategia personale per poterli
raggiungere; tecniche di self talk come la stesura di una routine, una sequenza 
automatizzata di gesti, visualizzazioni e parole da applicare prima di ogni gara,
sono studiate per favorire e migliorare la capacità di concentrazione. Ci sono altresì
tecniche di rilassamento, come la respirazione, il training autogeno o il rilassamento
muscolare di Jacobson. All’esercizio mentale sono infine molto utili le tecniche
di visualizzazione e allenamento ideomotorio come la rievocazione, l’immaginazione
delle sensazioni provate in una prestazione ottimale precedente.
 Ma da un punto
di vista pratico, dopo aver sviluppato autostima, autoefficacia, durezza mentale
e resilienza, quali sono, nello specifico, le tecniche mentali per resistere al 
dolore e alla fatica? Il primo passo sostanziale consiste nel prefissarsi degli 
obiettivi S.M.A.R.T. ovvero:   – Specifici – Misurabili – Attuabili – Realistici–
Basato sul tempo a disposizione

## SPORT E MEDITAZIONE

Andando per gradi, occorre porsi obiettivi che siano realizzabili, ma via via sempre
più impegnativi, sempre più sfidanti, sempre più faticosi, ma sempre realizzabili.
Abituandoci gradualmente ad una sensazione di fatica sempre maggiore, riusciamo 
a uscire dalla nostra “comfort zone” e a dimostrare a noi stessi di essere in grado
di gestire e controllare la sensazione di dolore e di superare il senso di affaticamento.

La durezza mentale, infatti, si costituisce attraverso piccole vittorie, piccoli
miglioramenti; le azioni fisiche sono una costante espressione di rafforzate energie
mentali. È proprio la tecnica di esporsi a piccole dosi che ci permettere di provare
costantemente a noi stessi di sapere resistere, infondendo quella autoefficacia 
che ci rende ancora più motivati quando la sfida diventa sempre più ambiziosa. Il
metodo di porsi degli obiettivi è molto utile anche per suddividere in più step,
in più ‘trigger point’, l’allenamento o la gara. È dimostrato infatti che risulta
molto più facile e motivante porsi l’obiettivo di raggiungere ad esempio i 10 km
di volta in volta, nei totali 40 km di una maratona, oppure darsi l’obiettivo di
portare a termine ogni singolo esercizio di un WOD, piuttosto che pensare al lontano
obiettivo finale.

## SPORT E MEDITAZIONE

La capacità di rilassarsi prima di iniziare un allenamento particolarmente faticoso,
o ancor di più in vista di una gara, è fondamentale per ogni atleta. Ad esempio,
imparare ad utilizzare delle tecniche di respirazione adeguate permette di raggiungere
un livello di tensione muscolare e di attivazione fisiologica ottimale per affrontare
la prestazione.
 Grazie al rilassamento tutte le risorse fisiche e mentali vengono
incanalate verso l’obiettivo preposto e non vengono disperse per affrontare stati
mentali come l’ansia e la scarsa autostima, che portano ad esaurire con anticipo
le riserve di energia. Anche dopo la fine di una gara o di un allenamento faticoso,
il rilassamento si rivela una componente di forte motivazione. Concentrando infatti
l’attenzione su una sensazione di rilassamento in seguito ad una sensazione di fatica
e dolore, quest’ultima diviene nel nostro inconscio più gestibile, non traumatizzante.
L’utilizzo ottimale delle tecniche di visualizzazione dipende dalla capacità di 
rilassamento: la visualizzazione pre-gara consiste, in una maratona ad esempio, 
nell’immaginarsi vividamente la conformazione del percorso, associando ogni sensazione
corporea, pensiero ed emozione legata al percorso, ad una visualizzazione mentale.

## SPORT E MEDITAZIONE

Visualizzare significa dunque immaginare nel dettaglio le sensazioni che andremo
ad incontrare, rendendole familiari al nostro immaginario e permettendo così di 
arrivare preparati a ciò che potrà succedere.
 Attraverso la visualizzazione durante
la gara, invece, il focus principale consiste nell’immaginarsi il momento in cui
in passato è stata raggiunta una performance ottimale, definita “flow”. Pensare 
a momenti positivi, come movimenti, sensazioni, emozioni che riportano al momento
del flow è un ottimo metodo di auto-rinforzo, serve a darsi la giusta carica per
continuare. In questo caso la visualizzazione ha la stessa funzione del self talk
positivo. Per superare le barriere mentali del senso di fatica, ci si può ripetere,
a mente o ad alta voce, parole e frasi motivanti, come “vai”, “continua così!”, “
ce la farai”, oppure ricorrere con il pensiero a immagini che ci danno la giusta
spinta, come l’immagine del flow o di un atleta di alto livello.

## SPORT E MEDITAZIONE

Nella corsa, ad esempio, può essere utile visualizzare delle corde immaginarie che
aiutano ad essere sospinti in avanti, come se le corde facessero da traino e spingessero
il vostro corpo a muoversi più velocemente.
 ‘Se desiderate compiere qualcosa nella
realtà, innanzitutto visualizzate voi stessi mentre riuscite a compierla’ diceva
Arnold Lazarus. Un’altra tecnica molto utilizzata e ritenuta efficace viene è quella
della distrazione. La distrazione consiste nella capacità di orientare la propria
concentrazione mentale dalla sensazione di fatica e dolore verso altri pensieri 
neutri o positivi, spostando il proprio focus dall’interno verso l’esterno. Trovando
stimoli lontani dalle nostre sensazioni fisiche di fatica e dolore, è possibile 
attenuare la percezione di queste ultime e non esserne sovrastati. Esempi di distrazione
posso essere contare gli alberi durante una maratona, coniugare verbi, contare al
contrario, creare la lista della spesa, guardare le persone, cantare una canzone.
La concentrazione va allenata, sembra facile concentrarsi sugli stimoli esterni,
ma senza il giusto metodo spesso capita che la nostra attenzione sia automaticamente
riportata verso le nostre sensazioni, verso la percezione della fatica e del dolore.

## SPORT E MEDITAZIONE

C’è un’ulteriore modalità utile a resistere alla fatica fisica; non è propriamente
una tecnica, ma si tratta piuttosto di una forma mentis. Essa consiste nella capacità
di conoscere il dolore e convivere con l’ansia, a incanalarla in modo utile, utilizzandone
la portata energetica verso sbocchi positivi. Al contrario di come spesso la società
ci insegna, bisognerebbe imparare ad accettare di provare fatica e di conseguenza
a resistere, a conoscere i propri limiti, accettandoli e poi superandoli, misurandoci
sempre in modo libero con la percezione di noi stessi per poter sempre migliorare.

[SPORT E MEDITAZIONE](http://robertoeusebio.it/)

[blog](https://eusebio.pro/blog/)
