# L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE

- Link: https://eusebio.pro/quadricipiti/
- Published: 2017-12-08T17:17:35+01:00
- Author: Roberto Eusebio

### L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE – QUADRICIPITI !!

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3C%2Fsvg%3E "Quadricipiti")

Alzi la mano chi non si è mai presentato con un inquietante senso di ansia all’appuntamento
più temuto della settimana. Chi pratica il **bodybuilding** da un po’ di tempo e
con un minimo di serietà e determinazione ha già capito di cosa sto parlando: sto
parlando dell’**allenamento delle gambe o quadricipiti**.
Sì, perché se nelle altre
sedute di allenamento abbiamo cantato vittoria su bicipiti e pettorali, tricipiti
e quant’altro guardandoci allo specchio una, dieci, cento volte con soddisfazione
adesso tocca alle **gambe, **e con le gambe non si scherza più: quel giorno è puntualmente
arrivato.Spesso e volentieri si osservano atleti che hanno sviluppato efficacemente
i muscoli della parte superiore del corpo ma che presentano un’ipertrofia insufficiente
a livello degli arti inferiori, **quadricipiti**, assumendo nel complesso una poco
invidiabile forma che io scherzosamente chiamo “a cono gelato”.Sono certo che non
è questo quello che vogliamo.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Quello che vogliamo è scolpire **quadricipiti forti e voluminosi** a 360 gradi **
polpacci** inclusi, diciamocelo pure senza ipocrisie.Senza saperlo abbiamo fatto
un primo importante passo: stabilire un _target_, un obiettivo da raggiungere.Io
amo molto lavorare per obiettivi.Che ci piaccia o no, le **gambe** sono costituite
da fasci muscolari talmente imponenti da richiedere sempre carichi molto elevati
per arrivare a “**volumizzarsi**” in maniera soddisfacente.Quindi scordiamoci le
nostre “faticose” seriette da dieci alla pressa orizzontale o il leg curl per i 
femorali con 30 chili di peso. Ipertrofizzare per bene i muscoli degli arti inferiori
richiede carico, carico e ancora carico.Fino al limite della sopportazione ma sempre
ben lontani dalla soglia dell’infortunio.In fondo allenare le gambe è quasi una 
metafora della vita: conoscere per quanto è possibile se stessi e i propri limiti
e attendere con pazienza i risultati dei nostri sforzi.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

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3C%2Fsvg%3E "Quadricipiti")

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

A livello psicologico vedo che la pazienza è spessissimo una pianta che pochi amano
coltivare; tutti vorrebbero un corpo da rivista facilmente e subito.
Ammetto anch’io
di essere stato più volte affetto dal virus dell’impazienza, nel corso di mesi e
anni di **allenamenti**, ma occorre ricordare che nella pratica del **body building**
non esiste nulla di facile e di immediato, e questo perché il corpo considera un
lusso l’incremento di massa muscolare che in seguito dovrà nutrire e ossigenare.
Non a caso una Ferrari paga molte più tasse di un’utilitaria, quindi se è una Ferrari
che vogliamo, prepariamoci a lavorare duramente.Personalmente, in palestra non amo
cimentarmi su un gran numero di esercizi diversi; la mia parola d’ordine è sempre
stata “semplificare”, privilegiando i grandi **esercizi multiarticolari** a discapito
dell’uso di macchine o esercizi di isolamento.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Forse questo è un retaggio di quando mi allenavo quindici anni fa, in tempi in 
cui esisteva solo il rozzo “**body building**” e non si parlava ancora di “fitness”
e altre raffinatezze.Non ho comunque nulla in contrario all’uso delle macchine a
carico guidato, alle quali possiamo sempre tornare o far ricorso al termine dei 
mesi di routine dure basate su esercizi vecchio stile, il principale dei quali è
sicuramente lo **squat libero**.

**Considero lo squat libero il re di tutti gli esercizi multiarticolari, quasi una
sorta di divinità che elargisce premi o punizioni a seconda di come ci si avvicina**.

Per questo la mia non è una semplice seduta settimanale di **squat** ma una liturgia
quasi sacra alla quale non nascondo di recarmi ogni volta con una certa paura.
Con
lo squat non ci sono mezzi termini; quella sensazione che si prova staccando il 
bilanciere dagli appoggi è irripetibile: ci sembra di avere un metro cubo di calcestruzzo
che grava sui trapezi. Ebbene, è a quel punto che occorre andare avanti. L’impalpabile
soglia, lo **_stargate_**, è lì: chi si spaventa e torna indietro otterrà i risultati
che merita: mediocri.Chi ha coraggio e prosegue sarà premiato dal **dio-squat**.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Vediamo allora come strutturare una seduta di allenamento delle gambe che sia veramente
produttiva e non dispersiva:

 * Iniziamo lo **squat** solo dopo almeno sei mesi di irrobustimento delle gambe
   effettuato con altri esercizi meno complessi e più specialistici come Leg Extension,
   pressa obliqua, affondi ecc. Attenzione perché paradossalmente proprio gli esercizi
   che sembrano innocui possono riservare brutte sorprese. In particolare manteniamo
   la parte bassa della schiena incollata allo schienale della pressa obliqua: eviteremo
   di giocarci la parte bassa della colonna vertebrale. Non facciamoci ingannare
   dalla traiettoria guidata delle macchine da palestra e dal senso di sicurezza
   che sembrano trasmettere.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

 * Lavoriamo tantissimo sui lombari, senza necessariamente appesantirci con dischi
   da dieci chili tenuti al petto: bastano quattro serie del tipo 20-20-15-15 ma
   eseguite con costanza almeno una-due volte a settimana. E’ la costanza ciò che
   conta. Non iperestendiamo il busto, non sfruttiamo i rimbalzi, non affrettiamo
   questo utile esercizio per premura e voglia di terminare. Forse i lombari non
   saranno belli da vedere, ma sono e restano muscoli indispensabili. Non trascuriamo
   neppure gli addominali. Il nostro scopo finale è erigere una cintura di sostegno
   che renda la schiena un “tronco” robusto in grado di resistere al peso del bilanciere.
   Il lavoro sui lombari non andrebbe mai riposto nel cassetto ma proseguito anche
   al termine dei mesi preparativi.

### **APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

 * Spesso ho letto meraviglie riguardo a un altro grande esercizio multiarticolare:
   lo stacco da terra a gambe piegate (_deadlift_, il peso morto). L’ho provato 
   per mesi e ho constatato che per quanto ci si possa impegnare in un’esecuzione
   corretta, la meccanica è talmente sfavorevole che prima o poi si comprometterà
   la schiena a tutti i livelli. Secondo me il gioco non vale la candela, anche 
   perché lo stacco richiede veramente molto peso per diventare produttivo, e a 
   quel punto è diventato anche troppo pericoloso. In mancanza di una _trapbar_,
   o bilanciere quadrato, che dovrebbe permettere di fare lo stacco in sicurezza
   ma che probabilmente non avremo mai, lasciamo quindi eseguire questo esercizio
   ai praticanti del powerlift che, bontà loro, lo eseguono in versione completa.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Inizio la seduta di **squat** dopo aver eseguito quattro serie da dieci alla **Leg
extension** con carico leggero allo scopo di pre-congestionare i **quadricipiti**.

Nelle pause tra una serie e l’altra mi impongo di non mettermi a chiacchierare ma
eseguo esercizi di stretching di femorali, quadricipiti e polpacci.I **polpacci**
hanno già lavorato per primi al Calf da seduto (4 serie da 10-12 ripetizioni) e 
al Calf in piedi (2 serie da 30-50 ripetizioni).Nei calf ricerco la massima escursione
articolare possibile, anche quando sembra di scivolare da un dirupo e i polpacci
si incendiano di dolore. Per tutti i muscoli, ma più che mai per i polpacci, vale
il concetto della predisposizione genetica: in poche parole, se ne abbiamo pochi
di base sarà molto più dura vederli crescere.

### **AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Quindi non aspettiamoci progressi immediati per i polpacci; forse l’atteggiamento
migliore è non aspettarsi troppo da questo distretto muscolare difficilissimo da
sviluppare. Qualunque risultato sarà poi benvenuto.

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### Squat libero per i quadricipiti

Eccoci allora allo **squat libero**: eseguo una prima serie da 15-20 ripetizioni
per riscaldamento e per prendere confidenza con la meccanica dell’esercizio. Uso
il 60% del carico previsto nell’ultima serie. Non richiedo assistenza e indosso 
la cintura lombare, non tanto stretta da impedire il respiro ma neanche tanto larga
da essere utile solo a “far scena”. Eseguo questa prima serie in accosciata completa
approfittando del carico ancora ridotto. Scendo cioè più in basso possibile con 
i glutei per stimolare anche questo distretto, che ha un’utile funzione di sostegno
e che comunque il lavoro preparativo fatto nei mesi precedenti alla pressa obliqua
dovrebbe già aver sviluppato.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Nella seconda serie impiego l’80% del carico previsto per l’ultima serie: richiedo
gentilmente assistenza fidata, se possibile. Chi assiste non dovrebbe stare dietro
incrociando le braccia e guardando altrove ma deve sfiorarci alla cintola seguendo
il movimento, facendoci insomma sentire che “c’è” e che possiamo fidarci concentrandoci
solo sulla spinta. Durante l’esercizio non sono ammesse battute di spirito; potrebbe
sembrare una sciocchezza, ma quando si lavora con un quintale sulla schiena è meglio
non ridere, pena la deconcentrazione e l’infortunio: quando avremo riposto il carico
potremo ridere quanto vogliamo, se ne avremo l’animo.

### La respirazione nell’allenamento dei quadricipiti

La **respirazione** deve essere impeccabile: inspirare in piedi e trattenere quando
si scende, mantenendo la schiena rigida come un pezzo di marmo.
Ci si concentra 
sul movimento di spinta, che io eseguo in questa serie tenendo le gambe molto ravvicinate,
quasi unite, per stimolare la crescita del vasto laterale, il settore più esterno
del **quadricipite**. Eseguo ripetizioni fino all’incapacità e mi concedo due minuti
di recupero.Fine della seconda serie.La terza e la quarta serie sono quelle di carico
vero e proprio: impiego rispettivamente l’87% e il 100% del carico che sono in quel
determinato periodo in grado di sopportare.Carichi eccessivi sono annunciati da 
inquietanti segnali di solito a livello dei settori alti della schiena; si tratta
di campanelli d’allarme che occorre ascoltare attentamente.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Solo mostrando umiltà e obbedienza il **dio-squat** dispenserà doni: il peso deve
essere sempre calibrato bene con aggiunte di pochi chili alla volta in fase di progresso;
aggiunte di dieci chili sono poco tollerate; aggiunte di venti chili per parte, 
come ho visto fare, sono improponibili.Non dimentichiamoci mai della virtù della
pazienza e mettiamo da parte gli esibizionismi.

### Ultime serie per i quadricipiti

Le ultime due serie dunque: richiedono ovviamente assistenza fidata e tutta la determinazione
che siamo in grado di tirare fuori.
Tutta vuol dire tutta.Non ho ripetizioni prefissate,
conduco l’esercizio fino all’incapacità: del resto staccare un bilanciere di oltre
un quintale dagli appoggi non è uno scherzo, quindi tanto vale andare fino in fondo
fin che si può. Mantengo le gambe larghe quanto le spalle e i piedi leggermente 
divaricati.Non eseguo l’accosciata completa perché il carico non lo consentirebbe;
non ascoltiamo incitamenti e sirene in quella direzione: sotto il bilanciere ci 
siamo noi e dobbiamo uscirne incolumi.Finita l’ultima ripetizione, aspetto ad allentare
la tensione finchè il bilanciere non è al sicuro sul rack; alcuni incidenti possono
intervenire proprio in questa fase, in cui il carico è massimo ma ci si comincia
a rilassare.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Posiamo il bilanciere delicatamente per evitare di alleggerire bruscamente la colonna
vertebrale e facciamo un bilancio di quello che abbiamo portato a casa: abbiamo 
eseguito un importante esercizio multiarticolare diversificando il movimento in 
tre parti: accosciata completa, gambe unite e infine due fasi di carico a gambe 
divaricate per l’ipertrofia. Tranne la prima, tutte le serie le abbiamo condotte
ad esaurimento.

### Squat per i quadricipiti davanti allo specchio

Un ultimo consiglio: se faccio **squat** davanti ad uno specchio, io preferisco 
oscurarlo; questo perchè durante l’esecuzione dovremmo guardare sempre in alto e
mai davanti a noi: guardare avanti distrae e porta ad abbassare in successione lo
sguardo, la testa e infine la schiena con tutte le conseguenze immaginabili.
L’allenamento
delle gambe prosegue con cinque serie al **Leg Curl** anch’esse condotte ad esaurimento,
le prime quattro a carico crescente come in precedenza, la quinta all’80% del carico
massimo. Il senso di vittoria dato dalla seduta precedente di **squat** dovrebbe
infondere coraggio e permettere di allenare a fondo anche questo distretto muscolare,
che contribuirà ad arrotondare la parte posteriore delle gambe, spesso trascurata
perché poco visibile.Anche il curl dei femorali richiede carichi elevati, quindi
diamoci dentro ma non tanto da giocarci i tendini posteriori del ginocchio.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Lo stretching tra una serie e l’altra non è un optional ma un dovere.E quando siamo
distesi al curl guardiamo avanti senza voltare la testa: si rischia facilmente il
torcicollo.La giornata più dura e più temuta termina con le quattro serie alla panca
per i lombari di cui dicevamo: 20-20-15-15 senza necessariamente appesantirci e 
senza fretta.Se abbiamo a disposizione un combinato parallele-sbarra possiamo appenderci
alla sbarra distendendo i piedi verso il basso, per decomprimere le vertebre sulle
quali abbiamo fatto gravare il bilanciere.Consiglio di eseguire questa routine per
non più di quattro-sei mesi, localizzandola nel periodo autunnale-invernale.Possiamo
poi passare a macchine a carico guidato per far riposare la schiena ed evitare per
quanto è possibile fastidi futuri.La nostra seduta “vecchio stile” termina qui, 
ma un allenamento serio dovrebbe proseguire a casa, e in particolare a tavola, assumendo
proteine da carni bianche in quantità adeguata per nutrire e premiare il nostro 
corpo.

### **L’APPROCCIO MENTALE PER AFFRONTARE L’ALLENAMENTO DELLE GAMBE**

Nei due giorni successivi ci ritroveremo con le gambe toniche, arrotondate e doloranti,
e ci riprometteremo che la prossima volta faremo di più, se il** dio-squat** ce 
lo permetterà.Nell’attesa cerchiamo di avere un po’ di pietà per quello specchio
ormai stufo di vederci in posa, e rilassiamoci: prima di un altro tranquillo **workout
di paura** ci resta ancoraun po’ di tempo !!

### **Buon allenamento, che la forza sia con voi**

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