# PETTORALI DURI A CRESCERE

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- Published: 2017-12-08T18:25:21+01:00
- Author: Roberto Eusebio

 

## PETTORALI DURI A CRESCERE

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Roberto Eusebio

Calma piatta sui pettorali ?

[PETTORALI](https://eusebio.pro/i-pettorali-2/) DURI A CRESCERE?

Tutti i builders sanno bene quali sono i gruppi muscolari particolarmente ostici
da ipertrofizzare: in primis i quadricipiti in quanto voluminosi – i più voluminosi
del corpo umano, e in secundis i pettorali, che vogliamo affrontare in questo articolo.

Muscoli maschili per eccellenza, esteticamente spettacolari, il loro sviluppo incontra
essenzialmente due problemi: innanzitutto, a meno di non essere gondolieri veneziani,
essi consentono un movimento di spinta in avanti del braccio che compiamo piuttosto
raramente nelle normali attività della vita – il secondo problema è spesso di tipo
genetico: poche fibre che non appena sentono parlare di ipertrofia si rintanano 
ancora di più nel loro stato di immobilità piatta e indisturbata.

Ricordo molto bene i miei allenamenti di tanti anni fa per il petto, allorché mi
accanivo con le classiche distensioni con bilanciere alla panca piana versando metri
cubi di sudore e ottenendo risultati tutto sommato deludenti, vuoi perché la panca
piana per la ridotta escursione articolare non consentiva una ampia e quindi efficace
escursione di carico, vuoi perché il carico stesso cozzava ben presto contro un 
muro pressoché insormontabile determinato dall’insufficienza degli stabilizzatori,
cioè spalle e avambracci.

### **PETTORALI DURI A CRESCERE**

Mi capita spesso di vedere bilancieri barcollanti e stracarichi trattenuti a stento
da braccia magre e insufficienti, e tiro un sospiro di sollievo quando tutto si 
conclude senza nessun incidente. Una volta facevo parte anch’io di questa schiera
ma poi mi sono chiesto: è questo il vero allenamento per i pettorali o può esserci
dell’altro ?

Fu soltanto per caso che durante una pausa di riposo in palestra, dando un’occhiata
a una rivista dell’epoca scoprii l’esercizio che ancora oggi considero una pietra
miliare per lo sviluppo dei pettorali, l’unico che mi ha dato risultati veramente
sorprendenti.

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Si tratta ancora una volta di un esercizio a corpo libero dal quale molti, moltissimi,
si tengono lontano come la peste: parlo dei dip alle parallele con sovrappeso (weighted
chest dip).

Credo che se molti abbandonassero la panca piana, come alla fine ho fatto, per dedicarsi
anima e corpo ai dip in modo da farne l’epicentro dell’allenamento per il petto,
ci sarebbero in palestra molti più toraci da gladiatore che timide collinette appena
accennate.

Ma perché i dip alle parallele non hanno molti ammiratori ? Semplice, perché come
tutti gli esercizi a corpo libero “vecchio stile” costano una gran fatica e non 
si può barare; con questi movimenti ci troviamo faccia a faccia col nostro corpo–
col nostro peso – e ce lo becchiamo tutto senza sconti.

Ancora una volta i sani e vecchi esercizi creano la linea di demarcazione tra vincenti
che decidono di proseguire e praticanti che rinunciano subito ottenendo i risultati
che meritano: briciole.

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Non terminerò mai di contare le volte che ho visto qualcuno provare a cimentarsi
con i dip: qualche ripetizione forzata e scoordinata, poi piedi a terra, sbuffo 
plateale di fatica e via dalle parallele a gambe levate proclamando “non è roba 
per me”.

Tornino pure costoro all’amata panca piana e ad agitare manubrietti: quello che 
propongo è un programma che ho messo a punto e testato nel corso di anni di esperienza
e che applicato per sei mesi di seguito consente di svegliare una volta per tutte
i pettorali dal loro eterno torpore – che lo vogliano o no – e ottenere risultati
inimmaginabili. Un programma per chi ha voglia di fare e di faticare.

E poiché di vita ne abbiamo una soltanto e di pettorali due, io dico che vale la
pena provarci.

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Occorre dire innanzitutto che qualsiasi allenamento per il petto passa
 attraverso
la “barriera doganale” delle spalle e delle braccia, in particolare degli avambracci.

E poiché per sviluppare il petto occorrono le maniere forti, non potremo pretendere
di smuovere e stabilizzare carichi elevati di qualunque tipo con spallucce ossute
e avambracci che somigliano a degli stuzzicadenti: nella migliore delle ipotesi 
non otterremo risultati apprezzabili, nella peggiore andremo incontro a un infortunio.

Quindi ci occorrerà un lavoro preparativo su spalle e avambracci.

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Per le spalle consiglio quattro serie portate ad esaurimento e a carico crescente
di Arnold Press, movimento non certo tra i più semplici ma anche tra i più faticosi
e completi.

Prescrizione: una volta la settimana.

Per gli avambracci, di cui spesso il gran popolo del body building ignora chissà
perchè l’esistenza, faremo: una trattenuta di manubrio da seduti, prima un braccio
e poi, quando il dolore si fa insopportabile, l’altro braccio, per tre volte di 
seguito – e, analogamente, dei curl con presa a martello su panca inclinata di 30
gradi.

Prescrizione: due volte la settimana.

Quando saremo in grado di reggere sei sacchi della

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spesa con una mano sola vorrà dire che avremo lavorato a sufficienza sugli avambracci.

Infine una premessa sui dip: determinazione ! determinazione !
 determinazione !

Non scoraggiamoci se il primo approccio è disastroso, se sembriamo dei burattini
disarticolati che non ce la fanno a reggersi sulle parallele. Procediamo per gradi
e prefiggiamoci che la prossima volta faremo di meglio.

Armiamoci di pazienza e anche il nostro corpo lo capirà e poco per volta ci darà
luce verde.

Il programma per il petto è così strutturato: iniziamo con quattro serie da 15 ripetizioni
di aperture “ad elle” per riscaldare i rotatori delle spalle. Nella breve pausa 
tra una serie e l’altra predisponiamo tre coppie di manubri a carico decrescente
davanti ad una panca piana.

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Una volta finito il riscaldamento eseguiremo tre superserie di distensioni con manubri
con riposo di 1 minuto e mezzo allo scopo di congestionare i pettorali e portarli
rapidamente ad uno stato attivato.

La differenza di peso tra i manubri sarà di 4 Kg.

Esempio per una superserie: 10 ripetizioni con
 manubri da 26 Kg, poi subito di 
seguito 10 ripetizioni con manubri 22 Kg e di seguito ancora altre 10 con manubri
da18 Kg.

A questo punto concediamoci due minuti di riposo e diamoci da fare con i dip alle
parallele.

Disponiamoci con i piedi incrociati all’indietro e il busto inclinato in avanti 
in modo da coinvolgere il meno possibile i tricipiti.

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Affondiamo bene in basso con il busto e non voltiamo la testa a guardare altrove:
distrae e basta.

Guardiamo fisso davanti a noi e cerchiamo di percepire il lavoro all’interno della
massa del pettorale. Eseguiamo una prima serie da dieci ripetizioni fatte correttamente.

A partire dal secondo-terzo mese di allenamento, quando ormai siamo in grado di 
portare a termine agevolmente tre serie da 10 o 12 ripetizioni a corpo libero, sarà
ora di darci dentro sul serio e applicare il sovrappeso.

Indossiamo una cintura alla vita, agganciamoci una catena e appendiamoci un disco
da 10 Kg, quindi via con la seconda e la terza serie di dip condotte ad esaurimento.

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E’ da questo momento in poi che i pettorali inizieranno a crescere veramente. Io
sono arrivato a sopportare un sovrappeso di 40 Kg, che mi è sembrato più che sufficiente;
non so cosa possa succedere oltre ma mi fermerei qui per evitare di giocarmi le 
spalle, che per dovere di cronaca dobbiamo dire che saranno messe a dura prova da
quest’esercizio.

Quindi ben venga il sovrappeso ma attenzione a non esagerare – cerchiamo di riconoscere
e rispettare i nostri limiti e mettiamo da parte gli esibizionismi.

Terminiamo con una quarta ed ultima serie anch’essa condotta ad esaurimento ma senza
sovrappeso: ci sembrerà di volare e ne usciremo con due pettorali da urlo.

Proseguiamo il workout effettuando tre serie da 10 ripetizioni di croci ai cavi 
alti.

### **PETTORALI DURI A CRESCERE**

Sfrutteremo così l’iper riscaldamento dei pettorali ottenuto ai dip e la gratificazione
psicologica data dall’aver terminato quell’esercizio per dare definizione a questo
distretto muscolare che vogliamo far esplodere: un po’ come gli ultimi ritocchi 
a un quadro che ci accingiamo a terminare.

Finite le croci ai cavi alti, se abbiamo ancora dell’energia da spendere possiamo
eseguire quattro serie ravvicinate a carico decrescente alla Pectoral Machine fino
a spremere l’ultima fibra.

Alla fine di tutto questo ci recheremo allo specchio più vicino a controllare i 
risultati e poi saremo liberi di stramazzare al suolo.

Scherzi a parte, consiglio di utilizzare questa routine una volta la settimana per
sei mesi e non di più. I dip con sovrappeso sono uno splendido esercizio, il più
efficace che abbia mai sperimentato, ma anche gravoso per l’articolazione della 
spalla, complesso punto nodale che dobbiamo preservare a tutti costi dagli infortuni.

Con un programma di questo tipo i risultati non tarderanno ad arrivare, e a meno
di non essere geneticamente svantaggiati supereranno ogni nostra più rosea aspettativa–
e alla fine, quando vanteremo dei pettorali tali da farci ingaggiare come rematori
in una nave galera romana potremo dire con orgoglio: la panca piana ?

Solo un lontano ricordo.

### **PETTORALI DURI A CRESCERE**

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## Comments

### By: Roberto M

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Consigli veramemte utili ma x allenarsi temporaneamente in casa che esercizi si 
potrebbero fare efficaci ?
