# IL FEGATO

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- Published: 2020-11-06T12:32:26+01:00
- Author: Roberto Eusebio

## IL FEGATO

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### IL FEGATO

 
 Oggi parleremo di uno tra i più complessi organi del corpo umano: il fegato…….

### **IL FEGATO**

 
 Oggi parleremo di uno tra i più complessi organi del corpo umano: il fegato. 
Elencheremo le sue funzionalità, suggerendo e trattando alcune terapie completamente
naturali che contribuiscono a preservarne l’integrità ed il corretto funzionamento.
Il fegato, come appena accennato, costituisce uno dei più sofisticati e complessi
organi del corpo umano, sia per quantità che per varietà delle sue varie funzioni.
È inoltre l’organo più grande, o, se vogliamo, la più grande ghiandola. Si trova
al di sotto del diaframma, ed estendendosi esternamente verso il fianco destro riporta
una forma che ricorda vagamente un triangolo dagli angoli smussati. Il fegato si
occupa di svolgere numerose funzioni essenziali al corretto andamento del nostro
organismo e del metabolismo; pur non essendo associato ad una funzionalità precisa,
il fegato riveste una molteplicità di funzioni che rendono immediatamente riconoscibile
la sua necessaria importanza, nonché le patologie correlate ad una sua disfunzione.

**FUNZIONI**

 
 In effetti attraverso il fegato è possibile per il nostro corpo effettuare diverse
reazioni essenziali per la vita delle nostre cellule:  

 * Sintesi del colesterolo, necessaria (nelle giuste quantità prodotte da un fegato
   sano) alla vita delle cellule
 * Sintesi dei trigliceridi, che costituiscono fonte di energia per la vita delle
   cellule
 * Produzione di fattori di coagulazione (fibrinogeno, trombina)
 * Deposito di elementi essenziali (vitamina B12, ferro, rame)

 
 Il fegato ,soprattutto, serve a distruggere ed eliminare tutte le sostanze che
hanno esaurito la propria funzionalità all’interno del nostro organismo e che non
sono ad esso più necessarie, come l’emoglobina e l’ammoniaca; quest’ultima viene
trasformata in urea in modo tale da rendersi più tollerabile al nostro organismo.
Oltre alle sostanze presenti dal nostro organismo, il fegato si occupa di assorbire
e distruggere le sostanze tossiche che sono state recepite dal nostro corpo. O ancora,
il fegato è responsabile della produzione dei globuli rossi nel feto durante i primi
tre mesi di gestazione, sostituendo il midollo osseo in attesa del suo completo 
sviluppo. Queste sono alcune delle funzioni essenziali ricoperte da questo organo
dalla complessità affascinante: la scienza non ha ancora trovato uno strumento in
grado di sostituirne appieno le varie funzioni nella loro complessità. Il fegato
si presenta dunque come un organo particolarmente esposto a subire l’azione di sostanze
dannose e tossiche assunte dal nostro organismo (droghe, alcool, farmaci, etc.).
Risulta dunque essenziale preservare e mantenere l’integrità di questo organo per
poter garantire le sue corrette funzionalità e la conseguente salute dell’individuo.
Le sostanze che svolgono attività antiossidanti contribuiscono a difendere le cellule
epatiche dai danni generati dallo stress ossidativo e dai radicali liberi prodotti
da diverse reazioni biochimiche che avvengono proprio a livello epatico.  

**CURIOSITÀ**

 
 La parola “fegato” nella lingua italiana ha un’origine molto particolare. La 
radice del termine greco “epar, epatos” è presente infatti prevalentemente nei termini
tecnici; trasposta nel mondo romano è tradotta come “ietur”: radice che, nella sua
etimologia, poco ha a che fare apparentemente con la parola “fegato”. Perché, dunque,“
fegato?” Questo organo, dall’antichità presente nella tradizione culinaria, veniva
cucinato dai romani con i fichi: da qui la ricetta “ietur ficatum”, che ha dato 
origine al termine che attualmente utilizziamo per indicare il fegato.  

**INTEGRATORI NATURALI**

 
 Ci sono alcune sostanze naturali che possono aiutare a conservare e preservare
la corretta funzionalità epatica, in particolare parleremo del desmodio e del cardo
mariano.  

**IL DESMODIO**

 
 Il desmodio (desmodium ascendens) è una pianta nota per le sue proprietà epatoprotettrici;
essa rappresenta un valido coadiuvante nella protezione da agenti tossici e virali.
Di origine africana, è una pianta che cresce nell’umidità della foresta, e si trova
talvolta alla base di palme da olio e alberi del cacao. Il suo nome è di origine
greca: il termine desmos significa fascio, legame, indicando lo stelo a decorso 
ascendente caratteristico di questa pianta. In particolare l’attività benefica del
desmodio consisiste nella sua capacità di aumentare la velocità di rigenerazione
delle cellule del fegato. Presenta inoltre un’efficace funzione antiossidante (in
particolare verso l’acido arachidonico), che si traduce di fatto in un’azione antinfiammatoria,
sia nei confronti dell’apparato vascolare, sia in riferimento a soggetti allergici.
Il desmodio, aiutando a ripristinare la funzionalità epatica, può essere utilizzato
come rimedio preventivo in:  

 * Trattamenti farmacologici a impatto epatossico
 * Trattamenti antibiotici
 * Trattamenti antimicotici

 
 è inoltre utile come supporto ad alcune terapie farmacologiche e nella cura di:

 * Epatiti virali
 * Epatiti tossiche
 * Trattamenti chemioterapici
 * Steatosi

 

**IL CARDO MARIANO**

 
 Altro integratore naturale utilizzato nei disturbi epatici è il cardo mariano.
Il cardo mariano (silybum marianum) è una pianta erbacea originaria dell’area mediterranea.
Il cardo mariano ha una funzione antiossidante, supporta la funzionalità digestiva
ed epatica e favorisce le funzioni depurative dell’organismo. Le sue molteplici 
proprietà terapeutiche sono note sin dall’antichità, e sono dovute ad una sostanza
in esso presente, la silimarina: una miscela di flavolignani, ovvero una famiglia
di composti di origine vegetale. I flavolignani aiutano ad aumentare la sintesi 
enzimatica, svolgendo un’azione detossificante dei composti tossici e favorendone
l’eliminazione, costituendo inoltre una funzione epatoprotettiva. La silimarina 
si trova nel frutto del cardo mariano, in particolare nello strato proteico esterno.
Per la preparazione di cure omeopatiche viene estratta, a partire dal frutto, una
tintura madre possono altresì essere isolati dall’estratto elementi come i flavonoidi,
le proteine e gli olii vegetali. Il cardo mariano viene in particolare utilizzato
nel trattamento di disturbi epatobiliari come:  

 * Danni causati da agenti tossici

 * Cirrosi

 * Ulcere peptiche

 * Coliche biliari

 * Ittero

 * Epatiti

 
 L’assunzione del cardo mariano è da evitare in alcuni casi come:  

 * Ipersensibilità ai componenti

 * Ipertensione

 * Ostruzione delle vie biliari

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