# L’allenamento eccentrico

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- Published: 2017-12-08T18:21:07+01:00
- Author: Roberto Eusebio

 

## 󠀁[L’allenamento](https://eusebio.pro/scheda-tabella-di-allenamento-palestra-per-essere-un-campione/)󠁿 eccentrico

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3C%2Fsvg%3E "Allenamento eccentrico")

Roberto Eusebio

 

Allenamento eccentrico – L’evento lesivo a livello muscolare, costituisce uno degli
insulti traumatici più ricorrenti in ambito sportivo.

L’entità della lesione può andare dal semplice stiramento, spesso associato a rottura
dei piccoli vasi, con comparsa di dolore e tumefazione, sino allo strappo muscolare
completo.

Le conseguenze per lo sportivo, che appaiono ovviamente correlate all’entità della
lesione subita, sono sempre comunque sgradevoli e comportano sempre una sospensione,
più o meno lunga, dell’attività agonistica e l’attuazione di un’idonea terapia fisica.

Ma le lesioni muscolari possono essere correlate ad un particolare tipo di attivazione
muscolare? Ed inoltre si possono mettere in atto delle strategie, per cosi dire “
preventive” a riguardo?

### **L’allenamento eccentrico**

In questo articolo cercheremo di rispondere, anche se non ovviamente in modo esaustivo,
data la complessità del problema, a queste domande, cercando, oltre che di fare 
chiarezza sugli eventi fisiologici che normalmente caratterizzano l’evento traumatico,
di fornire alcune indicazioni di ordine pratico per cercare di mettere in atto un
condizionamento muscolare il più idoneo possibile alla prevenzione, entro ovviamente
certi limiti, di questo tipo di traumi.

Il danno strutturale della fibra muscolare può essere causato, sia da una singola
contrazione muscolare, come dall’effetto cumulativo di una serie di contrazioni.

In ogni caso, il meccanismo maggiormente correlato al possibile danneggiamento della
fibra muscolare risulterebbe essere la contrazione di tipo eccentrico.

### ⏎  Contrazione eccentrica

 La contrazione di tipo eccentrico è un particolare tipo di attivazione muscolare
durante la quale il muscolo produce forza, anziché accorciandosi come durante il
lavoro concentrico, allungandosi.

 Per spiegare in termini pratici questo concetto di meccanica muscolare, immaginiamo
di tenere in mano con il braccio piegato a 90°, un manubrio il cui peso sia maggiore
rispetto alla massima forza esprimibile dal bicipite, poniamo 60 kg. In questo caso,
nonostante ogni sforzo, non può certamente flettere il braccio e portare il manubrio
verso la spalla, abbiamo appena detto che il suo peso è maggiore della forza, anzi
il braccio si distenderà verso il basso, proprio in virtù del grosso carico che 
è tenuto in mano. L’unica cosa che si è in grado di fare in questa situazione, è
cercare di rallentare al massimo la caduta del carico, grazie appunto ad una contrazione
eccentrica del bicipite.

In questa condizione il muscolo funziona come un vero e proprio “freno”: più si 
riuscirà a rallentare la caduta del peso, maggiore sarà la forza di tipo eccentrico
espressa.

### ⏎  Danno strutturale dovuto alla contrazione eccentrica

La ragione della maggior incidenza traumatica a livello muscolare, riscontrabile
durante una situazione di contrazione eccentrica, è soprattutto imputabile alla 
maggior produzione di forza registrabile nel corso di quest’ultima, rispetto a quanto
non avvenga nella modalità di attivazione di tipo concentrico od isometrico.

Infatti, durante una contrazione eccentrica, effettuata alla velocità
 di 90° s-
1, la forza espressa dal distretto muscolare risulta essere di ben tre volte maggiore
di quella espressa, alla stessa velocità, durante una contrazione concentrica.

Inoltre, durante una contrazione eccentrica, risulta maggiore anche la forza prodotta
dagli elementi passivi del tessuto connettivo del muscolo sottoposto ad allungamento.
Soprattutto con riferimento a questo ultimo dato, occorre sottolineare come anche
il fenomeno puramente meccanico dell’elongazione, possa giocare un ruolo importante
nell’insorgenza dell’evento traumatico, visto che questo ultimo può verificarsi,
sia in un muscolo che si presenti attivo durante la fase di stiramento, come in 
un distretto muscolare che sia passivo durante la fase di elongazione.

### **L’allenamento eccentrico**

Durante la contrazione eccentrica il muscolo è, in effetti, sottoposto ad un fenomeno
di”overstretching” che, in quanto tale, può determinare l’insorgenza di lesioni 
a livello dell’inserzione tendinea, della giunzione muscolo-tendinea, oppure a livello
di una zona muscolare resa maggiormente fragile da un deficit di vascolarizzazione.

E’ interessante notare come siano i muscoli pluriarticolari quelli maggiormente 
esposti ad insulti traumatici, proprio per il fatto di dover controllare, attraverso
la contrazione eccentrica, il range articolare di due o più articolazioni). Anche
la diversa tipologia delle fibre muscolari presenta una differente incidenza d’evento
traumatico. Le fibre a contrazione rapida (FT), sono, infatti, maggiormente esposte
a danni strutturali rispetto a quelle a contrazione lenta (ST), probabilmente a 
causa della loro maggior capacità contrattile, che si traduce in un’accresciuta 
produzione di forza, e di velocità di contrazione, rispetto alle fibre di tipo ST.
Inoltre i muscoli che presentano un’alta percentuale di FT, sono generalmente più
superficiali e normalmente interessano due o più articolazioni, fattori entrambi
predisponenti al danno strutturale. Inoltre è interessante notare come l’insulto
traumatico sia prevalentemente localizzato a livello della giunzione muscolo-tendinea,
a testimonianza del fatto che in questa zona, come del resto nella porzione finale
della fibra muscolare, avvenga il maggior stress meccanico. In ultimo occorre sottolineare
il particolare aspetto metabolico connesso alla contrazione di tipo eccentrico.

### **L’allenamento eccentrico**

Durante la contrazione di tipo eccentrico, poiché la vascolarizzazione muscolare
è interrotta, il lavoro svolto è di tipo anaerobico, questo determina, sia un aumento
della temperatura locale, che dell’acidosi, oltre ad una marcata anossia cellulare.
Questi eventi metabolici si traducono in un’aumentata fragilità muscolare ed in 
una possibile necrosi cellulare, sia a livello muscolare, che del connettivo di 
sostegno.

 Allenamento eccentrico come metodologia d’allenamento muscolare di tipo”preventivo”.
Considerando quindi il fatto che il muscolo si presenta particolarmente vulnerabile
nel momento in cui sia sottoposto ad una contrazione di tipo eccentrico, soprattutto
quando quest’ultima sia di notevole entità, come nel caso di uno sprint, di un balzo
o di comunque un gesto di tipo esplosivo, nasce l’esigenza di “condizionare” i distretti
muscolari maggiormente a rischio con un tipo di lavoro consono a questa particolare
esigenza. Si tratta quindi di agire secondo una metodologia di lavoro che comporti
la ricerca dell’instaurazione di un ambiente muscolare acido, condizione immediatamente
seguita, senza soluzione di continuità, da una serie di contrazioni eccentriche 
rapide (definibili come eccentriche-flash) effettuate sull’atleta da un operatore,
oppure da una contrazione eccentrica lenta e controllata (che potremmo definire 
come eccentrica-classica).

L’acidosi muscolare può essere prodotta da una serie di scatti a velocità massimale,
ancor meglio se effettuati su distanze relativamente brevi (20-30 metri) con arresto
e cambi di direzioni immediati, in modo da ricalcare, nella biomeccanica di corsa,
il più possibile il modello prestativo.

### Allenamento eccentrico – Esempio 1:

L’esercitazione è complessivamente composta da una serie di 5 scatti a velocità 
massimale effettuati su di una distanza breve (20 metri), con arresto e cambiamento
di direzione, effettuati senza soluzione di continuità, abbinati ad una serie di”
contrazioni flash” ( 10-15 ripetizioni per gamba) a carico del bicipite femorale.

 In tal modo il condizionamento muscolare è orientato verso un progressivo adattamento
nello sviluppare contrazioni eccentriche rapide ed intense in condizioni di forte
acidosi e di marcata anossia cellulare.

Questo tipo di lavoro, come riportato nell’esempio 1, si dimostra particolarmente
interessante per il bicipite femorale. Per provocare una marcata acidosi locale,
del bicipite femorale, è possibile indurre quest’ultima attraverso un’esercitazione
muscolare settoriale, come l’esercizio di leg curl, eseguito ad esaurimento muscolare
completo, immediatamente seguito dall’esercitazione eccentrica, come descritto dall’esempio
2.

### ⏎  Allenamento eccentrico – Esempio 2 :

Per provocare una marcata acidosi locale, del bicipite femorale, è possibile effettuare
un esercitazione muscolare settoriale, come il leg curl, eseguito ad esaurimento
muscolare completo (65- 70% del carico massimale per 12-10 RM), immediatamente seguito
da una
 serie di “contrazioni flash” (10 -15 ripetizioni per gamba).

 Un altro schema di lavoro interessante, sempre a carico del bicipite femorale,
è costituito da una serie di corsa calciata, eseguita ad alta intensità, con l’ausilio
di bande elastiche, della durata di alcuni secondi, seguita da una serie di contrazioni
eccentriche-flash (esempio 3) o da contrazioni eccentriche di tipo tradizionale (
esempio 4). Ricordiamo che una serie eccentrica, definibile come di tipo “classico”,
comporta l’utilizzo di un carico sovra-massimale (110%- 120% del carico massimale)
ed un numero di ripetizioni compreso tra 3 e 4, la fase eccentrica deve essere eseguita
molto lentamente e naturalmente la fase concentrica deve essere effettuata grazie
ad un aiuto esterno.

Data la diversità della modalità di contrazione eccentrica tra il cosiddetto “eccentrico-
flash” ed il metodo “eccentrico classico”, sarebbe buona norma adottare entrambi
questi tipi di lavoro, al fine di ottenere un condizionamento muscolare consono 
ad entrambi i pattern di attivazione.

### **L’allenamento eccentrico**

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### ⏎  Allenamento eccentrico – Esempio 3:

Un altro schema di lavoro a carico del bicipite femorale, può prevedere una serie
di corsa calciata, eseguita ad alta intensità, con l’ausilio di bande elastiche,
della durata compresa tra i 20 ed i 30 ”, immediatamente seguita da una serie di
contrazioni eccentriche-flash
 (10 -15 ripetizioni per gamba).

Allenamento eccentrico

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3C%2Fsvg%3E "Allenamento eccentrico")

### ⏎  Allenamento eccentrico – Esempio 4:

Lo stesso schema di lavoro dell’esempio precedente, nel quale però l’eccentrico “
flash” è stato sostituito dall’eccentrico”classico” (carico pari al 120% del massimale,
3- 4 ripetizioni eseguite il più lentamente possibile).

E’ sempre buona norma adottare entrambi questi tipi di lavoro, al fine di ottenere
un condizionamento muscolare consono ad entrambi i pattern di attivazione.

 Lo stesso tipo di lavoro è proponibile anche per il quadricipite femorale, in 
questo caso dopo una serie di skip con resistenza elastica, è eseguita una serie
di “eccentrico classico” al leg extension, oppure di contrazioni eccentriche “flash”.

### ⏎  Allenamento eccentrico – Esempio 5:

Lo stesso tipo di lavoro per il quadricipite femorale, in questo caso dopo una serie
di skip con resistenza elastica della durata di 20-30” viene eseguita una serie 
di eccentrico “classico” al leg extension. (carico pari al 120% del massimale, 3-
4 ripetizioni eseguite il più lentamente possibile).

### ⏎  Allenamento eccentrico – Esempio 6 :

Esercitazione simile alla precedente dove però, dopo una serie
 di skip con resistenza
elastica sempre della durata di 20-30″, viene eseguita una serie di eccentrico “
flash” (10-15 ripetizioni per gamba). Anche nel caso del quadricipite femorale è
sempre consigliabile adottare entrambe le modalità di contrazione eccentrica (classica
e flash).

 Questi esempi esercitativi, che naturalmente posso essere integrati o modificati,
sempre restando in questa ottica metodologica, possono quindi costituire sia un 
egregio lavoro di tipo preventivo nei confronti dei possibili danni muscolari, sia,
ovviamente con i dovuti adattamenti, fornire una solida base di condizionamento 
muscolare per ciò che riguarda i piani di lavoro riabilitativo susseguenti ad eventi
traumatici a livello muscolare.

### **L’allenamento eccentrico**
